
Se fosse una sfilata sarebbero abiti
variopinti ma di un’eleganza mozzafiato. Se fosse un quadro sarebbe un paesaggio siciliano olio su tela in cui viene voglia di tuffarsi dentro. Se fosse un profumo sarebbe di zagara. Se fosse una musica sarebbe un valzer di ballate il cui sottofondo è un canto di grilli in un mattino siciliano estivo.
Collezioni Gastronomiche è molto di più di tutto questo, è un piatto, anzi sono i piatti presentati dalle stelle gastronomiche del firmamento siciliano. Ogni menù un’esperienza, un racconto, una suggestione, che narra e che interpreta la Sicilia del cuore di ognuno di loro. Così partendo dall’infanzia di Pino Cuttaia, si arriva al gambero che gironzola solitario sul fondale marino di Accursio Craparo, mentre passeggiando sull’Etna con Carmelo Chiaramonte scopriamo che lo strudel di Andreas Zangerl non è un piatto nordico, ma siciliano e pieno di ricotta di pecora. Ognuno racconta ciò che è suo. E porta sulle tavole dell’Hotel Kempinski di Mazara del Vallo grandi performance e piatti che parlano da sé, come la Zuppetta di frumento e ceci, con gelato al miele e fiori d’arancio di Corrado Assenza, vera poesia in versi. Non dimenticando il cioccolato di Franco Ruta emblema del cioccolato modicano dalle note siciliane accese.
Ma quello che vogliamo raccontare, non è solo la ricchezza di sapori e la bellezza dei piatti di questa kermesse. L’atmosfera di queste giornate al Kempinski è ciò che di più interessante e bello si possa dire. Allegria, collaborazione, divertimento e spensieratezza di sei Chef in vacanza, che si aiutano tra loro nelle preparazioni dimenticando ( ammesso che ci abbiano mai pensato) successi e punteggi di guide gastronomiche. Non è cosa di ogni giorno vedere tali personaggi uscire dalle cucine e servire tutti insieme ai tavoli i clienti, o sedersi tra gli ospiti a chiacchierare, o ancora rotolarsi sul prato dell’Hotel prestandosi ai fotografi. Questa è senza dubbio la Sicilia gastronomica che voglio raccontare, fatta di eccellenze dietro e davanti la cucina, perché un piatto, per quanto buono possa essere da solo, diventa magia se te lo racconta chi lo ha fatto e ancor di più se questa persona è seduta accanto a te a mangiarlo.
Ed ecco una breve scheda di ogni chef:
Andreas Zangerl , Casa Grugno, Taormina (ME)
E’ austriaco, ma nei suoi geni sicuramente c’è del siciliano, poiché la sua cucina è quella di chi in questa terra ci è nato. E’ un grande interprete di quest’arte e sembra aver interiorizzato al meglio la nostra cultura. Undici anni fa venne in Sicilia per la prima volta e ne rimase innamorato. Da alcuni anni, dall’incantevole cornice di Taormina, racconta quella che ormai è la sua terra e dice di non poter più vivere senza il mare.
Pino Cuttaia, La Madia, Licata (AG)
Giovane rampante chef, ha studiato al nord la tecnica, ed è proprio il caso di dire che si vede. I suoi piatti sono molto profumati e ricchi di sapori che provengono dalla sua storia, ma non solo. Mette in pratica tecniche moderne in cucina, proponendo ai suoi ospiti destrutturazioni di piatti tradizionali. Molto promettente il suo stile e la sua mano che sta diventando inconfondibile.
Carmelo Chiaramonte, Il Cuciniere del Katane Palace, Catania
Veterano in cucina, istrionico ovunque, trasmette la sua cucina raccontandola agli altri in maniera molto scherzosa. E’ un vero e proprio poeta e i suoi piatti sembrano essere la sua penna. Utilizza le materie prime migliori di tutta la Sicilia e lui stesso sembra andare a scovarle una per una insieme a ricette dimenticate e prodotti antichi.
Accursio Craparo, La Gazza Ladra dell’Hotel Palazzo Failla , Modica
Nessuno direbbe che fa lo Chef, Accursio ha più l’aria da ingegnere. In cucina è molto meticoloso ma i suoi piatti stupiscono. Giochi di consistenze e profumi lo caratterizzano, ma soprattutto una grande cura per la presentazione, che non risulta mai a caso. Accursio ha studiato al nord e adesso propone la sua cucina attenta che stupisce davvero occhi e palato.
Corrado Assenza, Caffè Sicilia, Noto
Come presentare Corrado Assenza. Forse dicendo che è uno dei più grandi interpreti della pasticceria siciliana? Quelle di Assenza sono creazioni, opere d’arte. La materia prima nelle sue mani viene elaborata ed esaltata infine assemblata sapientemente creando un perfetto equilibrio di sapore. Ha un che di artista, infatti la sua pasticceria è fatta di quadri, ogni elemento è parte di un insieme, che al palato trova la giusta connotazione.
Franco Ruta, Antica Pasticceria Bonajuto
Il cioccolato modicano nella storia della sua pasticceria ha preso le più svariate forme. Il suo nome è sinonimo di qualità e di mantenimento delle origini notoriamente azteche. Franco Ruta propone quest’arte e si fa portavoce di una cultura unica come quella del cioccolato.
Collezioni Gastronomiche è molto di più di tutto questo, è un piatto, anzi sono i piatti presentati dalle stelle gastronomiche del firmamento siciliano. Ogni menù un’esperienza, un racconto, una suggestione, che narra e che interpreta la Sicilia del cuore di ognuno di loro. Così partendo dall’infanzia di Pino Cuttaia, si arriva al gambero che gironzola solitario sul fondale marino di Accursio Craparo, mentre passeggiando sull’Etna con Carmelo Chiaramonte scopriamo che lo strudel di Andreas Zangerl non è un piatto nordico, ma siciliano e pieno di ricotta di pecora. Ognuno racconta ciò che è suo. E porta sulle tavole dell’Hotel Kempinski di Mazara del Vallo grandi performance e piatti che parlano da sé, come la Zuppetta di frumento e ceci, con gelato al miele e fiori d’arancio di Corrado Assenza, vera poesia in versi. Non dimenticando il cioccolato di Franco Ruta emblema del cioccolato modicano dalle note siciliane accese.
Ma quello che vogliamo raccontare, non è solo la ricchezza di sapori e la bellezza dei piatti di questa kermesse. L’atmosfera di queste giornate al Kempinski è ciò che di più interessante e bello si possa dire. Allegria, collaborazione, divertimento e spensieratezza di sei Chef in vacanza, che si aiutano tra loro nelle preparazioni dimenticando ( ammesso che ci abbiano mai pensato) successi e punteggi di guide gastronomiche. Non è cosa di ogni giorno vedere tali personaggi uscire dalle cucine e servire tutti insieme ai tavoli i clienti, o sedersi tra gli ospiti a chiacchierare, o ancora rotolarsi sul prato dell’Hotel prestandosi ai fotografi. Questa è senza dubbio la Sicilia gastronomica che voglio raccontare, fatta di eccellenze dietro e davanti la cucina, perché un piatto, per quanto buono possa essere da solo, diventa magia se te lo racconta chi lo ha fatto e ancor di più se questa persona è seduta accanto a te a mangiarlo.
Ed ecco una breve scheda di ogni chef:
Andreas Zangerl , Casa Grugno, Taormina (ME)

E’ austriaco, ma nei suoi geni sicuramente c’è del siciliano, poiché la sua cucina è quella di chi in questa terra ci è nato. E’ un grande interprete di quest’arte e sembra aver interiorizzato al meglio la nostra cultura. Undici anni fa venne in Sicilia per la prima volta e ne rimase innamorato. Da alcuni anni, dall’incantevole cornice di Taormina, racconta quella che ormai è la sua terra e dice di non poter più vivere senza il mare.
Pino Cuttaia, La Madia, Licata (AG)
Giovane rampante chef, ha studiato al nord la tecnica, ed è proprio il caso di dire che si vede. I suoi piatti sono molto profumati e ricchi di sapori che provengono dalla sua storia, ma non solo. Mette in pratica tecniche moderne in cucina, proponendo ai suoi ospiti destrutturazioni di piatti tradizionali. Molto promettente il suo stile e la sua mano che sta diventando inconfondibile.
Carmelo Chiaramonte, Il Cuciniere del Katane Palace, Catania
Veterano in cucina, istrionico ovunque, trasmette la sua cucina raccontandola agli altri in maniera molto scherzosa. E’ un vero e proprio poeta e i suoi piatti sembrano essere la sua penna. Utilizza le materie prime migliori di tutta la Sicilia e lui stesso sembra andare a scovarle una per una insieme a ricette dimenticate e prodotti antichi.
Accursio Craparo, La Gazza Ladra dell’Hotel Palazzo Failla , Modica

Nessuno direbbe che fa lo Chef, Accursio ha più l’aria da ingegnere. In cucina è molto meticoloso ma i suoi piatti stupiscono. Giochi di consistenze e profumi lo caratterizzano, ma soprattutto una grande cura per la presentazione, che non risulta mai a caso. Accursio ha studiato al nord e adesso propone la sua cucina attenta che stupisce davvero occhi e palato.
Corrado Assenza, Caffè Sicilia, Noto

Come presentare Corrado Assenza. Forse dicendo che è uno dei più grandi interpreti della pasticceria siciliana? Quelle di Assenza sono creazioni, opere d’arte. La materia prima nelle sue mani viene elaborata ed esaltata infine assemblata sapientemente creando un perfetto equilibrio di sapore. Ha un che di artista, infatti la sua pasticceria è fatta di quadri, ogni elemento è parte di un insieme, che al palato trova la giusta connotazione.
Franco Ruta, Antica Pasticceria Bonajuto
Il cioccolato modicano nella storia della sua pasticceria ha preso le più svariate forme. Il suo nome è sinonimo di qualità e di mantenimento delle origini notoriamente azteche. Franco Ruta propone quest’arte e si fa portavoce di una cultura unica come quella del cioccolato.

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