martedì 28 ottobre 2008

Il Salone, Scabin e Eataly, tutto in un viaggio...

" In questi giorni ho avuto modo di essere spettatrice del Salone del Gusto di Torino. Esperienza incredibile. Credo di aver assaggiato mille mondi in pochi giorni, mondi fatti di fatiche e di stenti, di eccellenze e di piccoli prodotti di nicchia. E spaziando dalla carne al pesto, dalle marmellate alle birre artiginanali, le esperienze sono state molteplici, quindi per raccontarvele tutte bisogna andare per ordine, a mò di diario. Mercoledì 23 Ottobre. Torino e il Combal.zero Il salone non è ancora cominciato, quindi è un'ottimo giorno per guardarsi intorno, osservare la città ed andare a cena da Davide Scabin a Rivoli. Emozionante, solo questo. Un esempio eccezionale di alta cucina e di straordinaria professionalità. Il locale in un contesto d'eccezione, il Castelo di Rivoli, ampie vetrate e la sensazione di essere proiettati un un altro mondo, quello della creativa cucina scabiniana. I Piatti Tonno di coniglio con verdure e salsa brusca "astigiana" Eccezionale la consistenza del coniglio, cremoso dentro, come una mousse molto delicata. Il piatto voleva essere una sorta di "coniglio tonnato", infatti la salsa era tonnata. Abbianmento perfetto. Riso carnaroli "acquerello" mantecato con foie gras d'oca e carciofi. Beh, su questo piatto vorrei riflettere un attimo. Perchè la cottura del riso era perfetta, i carciofi erano croccanti e molto buoni, ma devo dire che il foie gras non si sentiva affatto. Piccola delusione. Terzo piatto. Filetto di fassone alla milanese con patate stonhege e spinaci. Carne ottima e crosta esterna croccante e saporita. Siamo stati bene, molto bene, il servizio era impaccabile davvero, gentile ma non eccessivamente presente. E guardate cosa ci hanno portato col caffè... e così il primo giorno è andato. Giovedì 24. Terra Madre e i Master of food Il Salone del gusto è molte cose (come fa giustamente notare Stefano Bonilli nel suo Blog. Molte cose esaltanti come il prosciutto crudo di capra che si taglia come se si suonasse un violino. Ma anche tanta confusione, scuole, caldo e poi di colpo freddo e tanto tanto male alle gambe. Ma la soddisfazione tornando a casa per aver comprato una ciotol di legno del Mali (1 me l'anno pure rubata), o quella di una birra artigianale belga nella tua valigia pronta per tornare a casa...ne vogliamo parlare? La stanchezza si va bene si sente, ma l'entusiasmo ti conduce in giro e non ti fa star fermo un'attimo. Ma se dovessi raccontare cosa mi è piaciuto di più, cosa mi ha più toccato di questa esperienza beh, guardate qua


La seconda parte del racconto domani...

mercoledì 15 ottobre 2008

Le mie frittelle di zucca...



Un’altra ricetta con la zucca nel giro di poche settimane, ma questa volta un dolce. Delle gustosissime frittelle che mi hanno talmente soddisfatto da cominciare a pensare che forse, se le cose si dovessero mettere male in futuro, potrei anche ripiegare su queste come professione per la vita. Scherzo ovviamente, ma devo ammettere che sono venute talmente bene e che un pensierino ce l’ho fatto e ce l’ha fatto anche qualcun altro che, mentre io friggevo si preoccupava che non si freddassero, mangiandone buona parte.
La ricetta è di origine ebraica (kosher). Questo popolo come saprete, è costretto a numerose restrizioni gastronomiche per motivi religiosi. Niente carne se non lavorata in un certo modo, niente crostacei, molluschi o frutti di mare. Insomma, le verdure la fanno da padrone nella cucina ebraica. Per questo, la zucca viene impiegata anche per fare i dolci. Inoltre, c’è chi prepara queste frittelle per carnevale, beh non siamo proprio in quel periodo dell’anno, ma le frittelle ce le mangiamo lo stesso.

Ingredienti:

250 gr di zucca
100 gr di farina
50 gr di zucchero semolato
Scorza di limone e di arancia
½ bustina di lievito vanigliato per dolci
Un cucchiaio e mezzo di passito (potete usare qualunque altro vino liquoroso)
Un pizzico di sale
Una punta di cucchiaino di cannella
Olio per friggere
Zucchero a velo

Procedimento:

Lessate la zucca in un pentolino con un poca acqua. Appena la zucca si sarà ammorbidita, scolatela e frullatela. Fate raffreddare ad aggiungetevi lo zucchero, le scorzette grattugiate di limone e arancia ed un pizzico di sale. Mescolate il tutto aggiungendo la farina setacciata cui avete unito il lievito. Dunque versate il passito e continuate a mescolare. Infine aggiungete la cannella.
Scaldate abbondante olio in una padella, e cominciate a preparare delle piccole quenelle (delle palline di pasta create con due cucchiai) che getterete direttamente nell’olio bollente. Vi consiglio di friggere poca pasta alla volta, per far cuocere meglio l’interno. Aspettate che le frittelle diventino dorate da entrambi i lati e scolatele facendole asciugare sulla carta assorbente. Ripetete l’operazione fino a finire l’impasto e servite le frittelle spolverizzandole con lo zucchero a velo.